Con la pubblicazione della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026) prende forma il nuovo quadro normativo destinato a incidere su fiscalità, lavoro, previdenza e politiche sociali nel triennio 2026‑2028.
La manovra, del valore complessivo di circa 22 miliardi di euro, concentra gli interventi sul sostegno ai redditi medio‑bassi, sulla promozione dell’occupazione stabile, sul supporto alle famiglie e sul rafforzamento della competitività del sistema produttivo.
Di seguito una sintesi delle principali misure di interesse per aziende, consulenti del lavoro, professionisti e responsabili HR.
Fiscalità: riduzione dell’IRPEF e conferma delle agevolazioni
Tra gli interventi più significativi figura la riduzione della seconda aliquota IRPEF, applicabile ai redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, che passa dal 35% al 33%.
Per i contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro, l’effetto della riduzione viene neutralizzato tramite una diminuzione delle detrazioni, evitando benefici fiscali non coerenti con l’impianto redistributivo della manovra.
Vengono inoltre confermati i principali regimi agevolativi destinati ai lavoratori dipendenti, tra cui:
- la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi derivanti dalla contrattazione,
- le agevolazioni relative ai premi di produttività,
- il trattamento fiscale di lavoro notturno, festivo e di altre componenti accessorie.
Per i lavoratori autonomi viene ampliata la platea dei beneficiari del regime forfettario, con innalzamento a 35.000 euro della soglia dei redditi di lavoro dipendente/assimilati compatibili con il regime.
Sul fronte immobiliare, cambia la disciplina delle locazioni brevi: dal terzo immobile destinato a tale attività scatta la presunzione di esercizio in forma imprenditoriale, anticipando il precedente limite del quinto immobile.
Restano confermati gli incentivi per gli interventi edilizi:
- 50% per ristrutturazioni sulla prima casa,
- 36% per gli altri immobili,
- bonus mobili con tetto di spesa pari a 5.000 euro.
Previsto infine il raddoppio della Tobin Tax a decorrere dal 2026.
Lavoro: incentivi mirati e occupazione stabile
La Legge di Bilancio 2026 segna un cambio di approccio nelle politiche occupazionali, privilegiando misure selettive rispetto agli incentivi generalizzati degli anni precedenti.
Tra le novità principali:
Nuovo esonero contributivo per assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato
L’agevolazione, riconoscibile per un massimo di 24 mesi, sarà operativa per le assunzioni/trasformazioni effettuate nel 2026. Restano esclusi i premi INAIL. La disciplina attuativa sarà definita da successivi provvedimenti ministeriali.
Incentivo per l’occupazione femminile
Introdotto un esonero contributivo specifico per l’assunzione di lavoratrici madri con almeno tre figli minorenni, fino a 8.000 euro annui, con durata variabile in base alla tipologia contrattuale (fino a 24 mesi per i contratti a tempo indeterminato).
Conciliazione vita-lavoro
Sono previste misure che favoriscono il passaggio da full‑time a part‑time in presenza di particolari condizioni familiari, con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità dei carichi di cura.
Previdenza complementare e Fondo di tesoreria INPS
La manovra si inserisce nel percorso di rafforzamento strutturale della previdenza complementare, con interventi che agiscono su tre direttrici: adesione, stabilità dei flussi contributivi, valorizzazione del TFR come leva di integrazione pensionistica.
In particolare, la Legge di Bilancio 2026 introduce:
Integrazione con il welfare aziendale: viene confermato il ruolo dei piani di welfare come canale privilegiato per alimentare la posizione previdenziale, con incentivi fiscali e contributivi per le imprese che destinano risorse ai fondi pensione dei dipendenti.
Aumento della deduzione fiscale per i contributi versati alle forme pensionistiche complementari: il limite passa da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui, con l’obiettivo di rendere più conveniente l’adesione e favorire la continuità dei versamenti.
Nuove prestazioni delle forme pensionistiche complementari, in coerenza con l’evoluzione del sistema:
maggiore flessibilità nell’accesso alle anticipazioni per esigenze personali e familiari;
rafforzamento delle prestazioni in forma RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), con semplificazioni procedurali;
ampliamento delle ipotesi di prestazioni integrative collegate a eventi di vita o percorsi di transizione lavorativa;
aggiornamento dei criteri di erogazione delle rendite per favorire stabilità e trasparenza.
Valorizzazione del TFR come strumento di integrazione pensionistica: la manovra conferma la centralità del TFR nei percorsi di accumulo previdenziale, anche in vista dell’entrata in vigore del nuovo meccanismo di adesione automatica dal 1° luglio 2026.
Misure per aumentare l’adesione ai fondi pensione, con particolare attenzione ai lavoratori più giovani e ai nuovi assunti, attraverso:
semplificazione delle comunicazioni obbligatorie;
maggiore trasparenza informativa;
coordinamento con le direttive COVIP 2026.
Stabilizzazione dei flussi contributivi: la manovra mira a ridurre la discontinuità dei versamenti, favorendo la permanenza nel sistema anche in presenza di carriere lavorative non lineari.
Fondo di tesoreria INPS
La Legge di Bilancio 2026 elimina definitivamente il vecchio criterio secondo cui l’obbligo di versamento del TFR al Fondo di Tesoreria dipendeva solo dal numero di dipendenti presenti nel primo anno di vita dell’azienda. Dal 2026 il parametro diventa dinamico: conta la dimensione aziendale raggiunta negli anni successivi, non più solo quella iniziale.
Effetto pratico: Anche le aziende che inizialmente erano sotto soglia ma che poi crescono oltre il limite diventano obbligate al versamento del TFR al Fondo di Tesoreria.
🔍 2. Nuove soglie dimensionali progressive (2026–2032)
La riforma introduce un sistema di soglie differenziate nel tempo, basate sulla media annuale dei dipendenti dell’anno precedente.
| Periodo | Soglia dipendenti (media annua) | Obbligo |
|---|---|---|
| 2026–2027 | ≥ 60 | Versamento TFR al Fondo Tesoreria |
| 2028–2031 | ≥ 50 | Ritorno alla soglia ordinaria |
| Dal 2032 | ≥ 40 | Ulteriore ampliamento dell’obbligo |
Nota operativa: Per il 2026 si considera la media occupazionale del 2025.
🔍 3. Obbligo contributivo anche per aziende cresciute dopo l’avvio
La Legge di Bilancio 2026 stabilisce che l’obbligo scatta anche per i datori di lavoro che raggiungono la soglia in anni successivi all’inizio dell’attività, superando definitivamente la logica “una tantum” del primo anno.
🔍 4. Nuove istruzioni INPS e codice causale CF05
La circolare INPS n. 12/2026 introduce:
- nuove modalità di calcolo della media occupazionale;
- un periodo di regolarizzazione fino al 16° giorno del terzo mese successivo alla pubblicazione della circolare;
- il nuovo codice causale “CF05” per i versamenti arretrati.
🔍 5. Coordinamento con la riforma del TFR e l’adesione automatica ai fondi pensione
La riforma del Fondo Tesoreria si integra con il nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare (dal 1° luglio 2026):
- se il lavoratore non sceglie entro 60 giorni, il TFR va al fondo pensione di categoria;
- solo se il lavoratore sceglie di mantenere il TFR in azienda, l’azienda continua a versare al Fondo di Tesoreria (se rientra nelle soglie dimensionali).
🔍 6. Obiettivo della riforma
La manovra 2026 mira a:
- spostare progressivamente la gestione del TFR dalle aziende verso forme pubbliche o previdenziali;
- ridurre la liquidità trattenuta dalle imprese;
- rafforzare il secondo pilastro pensionistico.
Famiglie e politiche sociali
Importanti novità riguardano il sistema di welfare familiare.
ISEE e prima casa
La soglia di esclusione del valore della prima casa dal patrimonio rilevante ai fini ISEE viene innalzata da 52.500 a 91.500 euro, elevabile fino a 120.000 euro nelle città metropolitane.
Bonus lavoratrici madri
Aumenta il bonus destinato alle lavoratrici madri con almeno due figli, che passa da 40 a 60 euro mensili per redditi fino a 40.000 euro annui.
Congedi e sostegni allo studio
La manovra rafforza:
- i congedi parentali,
- i congedi per malattia dei figli,
- i contributi per l’acquisto di libri scolastici,
- gli aiuti alle famiglie che scelgono percorsi di istruzione paritaria.
Confermato e rifinanziato il programma “Dedicata a te”, con contributo di 500 euro per i nuclei con ISEE fino a 15.000 euro.
Imprese e competitività
Le misure della manovra puntano a sostenere gli investimenti e la competitività delle imprese attraverso:
- incentivi all’occupazione stabile,
- strumenti di sostegno selettivo,
- rafforzamento della ZES Unica del Mezzogiorno.
Per le aziende diventa necessario aggiornare strategie di gestione del personale, politiche retributive e sistemi di welfare aziendale.
Novità in materia di NASpI
La Legge di Bilancio 2026 introduce interventi mirati per stabilizzare il quadro avviato nel 2025 e rafforzare i controlli sulle situazioni a rischio elusione.
Viene confermata la soglia minima di 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’inizio della disoccupazione. Diventano strutturali le regole introdotte nel 2025 per i casi di dimissioni seguite da nuova assunzione e successiva perdita involontaria.
Previsto un sistema di verifiche automatiche INPS sulle sequenze:
dimissioni → riassunzione breve → licenziamento, con possibilità di sospendere l’indennità in presenza di fondati sospetti di elusione. Introdotto un obbligo informativo aggiuntivo per i datori che riassumono entro 90 giorni un lavoratore dimissionario.
Per i settori caratterizzati da forte frammentazione contrattuale sono previste regole specifiche per la maturazione del requisito contributivo anche tramite micro‑contratti o rapporti con orario ridotto.
La partecipazione ai percorsi formativi regionali diventa condizione essenziale per il mantenimento dell’indennità. Le Regioni possono sospendere la prestazione in caso di mancata partecipazione ingiustificata.
NASpI anticipata: nuova modalità di erogazione
La disciplina viene profondamente rivista:
- 70% dell’importo spettante erogato subito,
- 30% erogato successivamente, dopo verifiche su mancata rioccupazione, assenza di pensione diretta e altri requisiti oggettivi.
Non è più prevista l’erogazione in un’unica soluzione.
Conclusioni
La Legge di Bilancio 2026 conferma l’orientamento verso politiche selettive e focalizzate su:
- stabilità occupazionale,
- sostegno alle famiglie,
- sostenibilità del sistema previdenziale.
Per imprese, consulenti del lavoro e professionisti HR si apre un anno che richiederà attenzione, aggiornamento e capacità di adattamento, con l’obiettivo di trasformare le novità normative in opportunità di sviluppo e crescita organizzativa.