DELIBERAZIONE COVIP 23 GIUGNO 2026 – recante istruzioni in ordine ai criteri minimi che devono soddisfare i percorsi e le linee di investimento di cui all’art. 8, comma 9, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, come modificato dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199 – QUESTIONI METODOLOGICHE

Dal 1° luglio 2026 cambia in modo significativo il meccanismo di investimento del TFR conferito automaticamente alla previdenza complementare dai lavoratori che non consegnano al datore di lavoro, entro 60 giorni dall’assunzione, il modulo per mantenere il TFR in azienda. La Deliberazione COVIP del 23 giugno 2026 definisce i criteri minimi che i fondi pensione devono rispettare nella gestione di queste risorse.

L’intervento normativo e regolatorio si inserisce nel quadro della Legge di Bilancio 2026, che ha modificato l’articolo 8, comma 9 del D.Lgs. 252/2005, ridefinendo completamente la logica dell’investimento predefinito.

Il nuovo impianto normativo

La riforma supera il precedente modello basato sulla collocazione automatica nella linea più prudenziale, caratterizzata da garanzia di restituzione del capitale e rendimenti simili alla rivalutazione del TFR.

Il nuovo sistema prevede invece che i flussi (TFR e contributi) siano investiti in percorsi con profili di rischio/rendimento differenziati, costruiti tenendo conto di:

  • età anagrafica dell’aderente,
  • orizzonte temporale residuo fino al pensionamento,
  • necessità di ridurre progressivamente il rischio man mano che ci si avvicina alla pensione.

Perché questo cambiamento

La finalità è rendere l’investimento più coerente con il tempo a disposizione:

  • chi ha molti anni davanti può sostenere una quota maggiore di strumenti finanziari più rischiosi, con rendimenti attesi più elevati;
  • chi è prossimo alla pensione deve essere protetto da oscillazioni di mercato eccessive.

Il legislatore ha quindi scelto un approccio dinamico, che accompagna l’aderente lungo tutto il percorso previdenziale.

Il ruolo della COVIP

L’articolo 19 del D.Lgs. 252/2005 attribuisce alla COVIP il compito di:

  • definire i criteri minimi dei percorsi di investimento;
  • vigilare sulla gestione tecnica, finanziaria e contabile dei fondi pensione.

La Deliberazione del 23 giugno 2026 stabilisce i requisiti che i fondi devono rispettare per garantire coerenza, trasparenza e adeguatezza dei percorsi destinati agli aderenti automatici.

Perché il lavoratore non può scegliersi in autonomia gli strumenti finanziari in cui investire attraverso la forma di previdenza complementare

Le ragioni della mancata possibilità di scegliere individualmente gli strumenti finanziari in cui investire attraverso la forma di previdenza complementare è duplice:

  • tutela della sostenibilità del sistema, evitando scelte impulsive o emotive;
  • insufficiente alfabetizzazione finanziaria media: secondo dati OCSE e Banca d’Italia, una parte significativa della popolazione non possiede competenze adeguate per gestire portafogli complessi con orizzonti di lungo periodo.

La letteratura di finanza comportamentale mostra infatti che, sotto stress, molte persone tendono a prendere decisioni irrazionali, come acquistare quando i mercati sono alti e vendere quando sono bassi.

Nel video che segue si approfondiscono le questioni metodologiche relative ai criteri minimi che devono soddisfare i percorsi e le linee di investimenti delle forme di previdenza complementare

Link ufficiale alla Deliberazione: https://www.covip.it/sites/default/files/pubbliche_consultazioni/istruzioni_life_cycle_23_06_2026.pdf

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